venerdì 8 giugno 2012

la muta




Non scrivo perché sto vivendo. Sto vivendo davvero. In mezzo alle persone e fuori da me stessa, dopo tanti anni. Non credevo di esserne capace e forse non lo so fare affatto. Ancora non sopporto la maggior parte del genere umano, per esempio. Vivo così come viene e non ho grandi progetti. Dal fondo degli occhi preme per uscire fuori una nuova storia e io la lascio dormire un altro po’, la avvolgo nella coperta di lana, che lieviti ancora un po’. Che lieviti per bene.

Non scrivo perché l’estate mi è esplosa in faccia e domani prenderò un telo, la musica e un libro e andrò a respirare i gelsomini del lungofiume. La notte l’aria che entra dalla finestra è così profumata che mi arrampico sul davanzale e mi vien voglia di uscire, di non sprecarne un solo alito. Di correre in bicicletta finché non si spezza il fiato e poi aprire le mani, spalancare le braccia al vento.

Non scrivo perché c’è un noi più forte di me e ho la testa che ronza di sogni e tutta la fragilità del cuore appuntata sul petto e basta un tuo respiro per mutare il corso delle mie giornate, deviarne la direzione.

Non scrivo perché ho paura che le dipendenze non fossero solo illusioni e il coraggio tarda a venire. Miscelo fiori e zenzero, guardo i miei piedi sotto il pelo dell’acqua, stendo lo smalto dentro contorni che non esistono e mi dico che può bastare così, per il momento.

Non scrivo perché ho scritto anche troppo e ora è tempo di fare, baciare, dimenticare. Era tanto che aspettavo di cambiare e adesso la pelle sta cascando senza fare rumore, senza alcun dolore.
Non scrivo ma ricomincerò. Sotto altri cieli.

3 commenti:

  1. Che bello, se uno non scrive per tutti questi motivi...allora al diavolo la scrittura! ehehehe :P

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  2. in effetti non ho di che lamentarmi ;)

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  3. in effetti non ho di che lamentarmi ;)

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