Non scrivo perché sto vivendo. Sto vivendo davvero. In mezzo
alle persone e fuori da me stessa, dopo tanti anni. Non credevo di esserne
capace e forse non lo so fare affatto. Ancora non sopporto la maggior parte del
genere umano, per esempio. Vivo così come viene e non ho grandi progetti. Dal
fondo degli occhi preme per uscire fuori una nuova storia e io la lascio
dormire un altro po’, la avvolgo nella coperta di lana, che lieviti ancora un
po’. Che lieviti per bene.
Non scrivo perché l’estate mi è esplosa in faccia e domani
prenderò un telo, la musica e un libro e andrò a respirare i gelsomini del
lungofiume. La notte l’aria che entra dalla finestra è così profumata che mi
arrampico sul davanzale e mi vien voglia di uscire, di non
sprecarne un solo alito. Di correre in bicicletta finché non si spezza il fiato
e poi aprire le mani, spalancare le braccia al vento.
Non scrivo perché c’è un noi più forte di me e ho la testa
che ronza di sogni e tutta la fragilità del cuore appuntata sul petto e basta
un tuo respiro per mutare il corso delle mie giornate, deviarne la direzione.
Non scrivo perché ho paura che le dipendenze non fossero solo illusioni e il coraggio tarda a venire. Miscelo fiori e zenzero, guardo i miei piedi sotto il pelo dell’acqua, stendo lo smalto dentro contorni che non esistono e mi dico che può bastare così, per il momento.
Non scrivo perché ho scritto anche troppo e ora è tempo di fare, baciare, dimenticare. Era tanto che aspettavo di cambiare e adesso la pelle sta cascando senza fare rumore, senza alcun dolore.
Non scrivo ma ricomincerò. Sotto altri cieli.

Che bello, se uno non scrive per tutti questi motivi...allora al diavolo la scrittura! ehehehe :P
RispondiEliminain effetti non ho di che lamentarmi ;)
RispondiEliminain effetti non ho di che lamentarmi ;)
RispondiElimina